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Italiana Grammatica per italofoni

A1 Livello Principiante Italiana Grammatica

31 argomenti

Pronomi personali soggetto: io, tu, lui, lei, noi, voi, loro

I pronomi personali soggetto indicano chi compie l'azione. In italiano la desinenza del verbo mostra già la persona, quindi il pronome si usa soprattutto per chiarezza, contrasto o enfasi.

  • Io sono Luca.
  • Tu parli italiano?
  • Noi abitiamo a Milano.

Attenzione: Non tradurre sempre il soggetto dall'inglese: spesso basta dire "Sono stanco", non "Io sono stanco".

Il verbo essere al presente

Essere è uno dei verbi più importanti: esprime identità, qualità, stato, nazionalità, professione e posizione. Le forme sono: sono, sei, è, siamo, siete, sono.

  • Sono italiano.
  • Maria è a casa.
  • Siamo pronti.

Il verbo avere al presente

Avere indica possesso, relazioni, età e molte sensazioni fisiche o espressioni fisse. Le forme sono: ho, hai, ha, abbiamo, avete, hanno.

  • Ho una macchina.
  • Hai fame?
  • Mio fratello ha vent'anni.

Attenzione: In italiano l'età si esprime con avere: "Ho trent'anni", non "Sono trent'anni".

Verbi regolari in -are, -ere, -ire al presente

I verbi regolari seguono modelli prevedibili. Togli l'infinito -are, -ere o -ire e aggiungi la desinenza adatta alla persona.

  • parlare: io parlo, tu parli, lui parla
  • prendere: io prendo, noi prendiamo
  • dormire: loro dormono.

Verbi irregolari frequenti: andare, fare, venire, potere, volere, dovere

Alcuni verbi molto comuni cambiano radice o desinenze al presente. Vanno imparati presto perché servono in quasi ogni conversazione.

  • Vado al lavoro.
  • Facciamo una pausa.
  • Puoi aiutarmi?

Frase affermativa semplice

La frase affermativa di base segue spesso l'ordine soggetto + verbo + complemento, ma l'italiano è più flessibile dell'inglese perché il verbo porta molte informazioni.

  • Marco studia italiano.
  • Bevo un caffè.
  • La ragazza legge un libro.

Frase negativa con non

Per negare una frase, metti non prima del verbo coniugato. Con i tempi composti, non precede l'ausiliare.

  • Non capisco.
  • Laura non lavora oggi.
  • Non ho visto il film.

Attenzione: Non mettere "non" dopo il verbo: si dice "Non parlo", non "Parlo non".

Domande con intonazione e parole interrogative

Molte domande sì/no hanno la stessa forma della frase affermativa: cambia soprattutto l'intonazione. Le domande con parola interrogativa iniziano spesso con chi, dove, quando, come, perché o quanto.

  • Sei pronto?
  • Abiti qui?
  • Dove lavori?

Interrogativi: chi, che cosa, dove, quando, come, perché, quanto

Gli interrogativi servono per chiedere persone, cose, luogo, tempo, modo, motivo e quantità. Alcuni cambiano forma in base al nome che accompagnano.

  • Chi è?
  • Che cosa vuoi?
  • Quanti anni hai?

Articoli determinativi: il, lo, la, l’, i, gli, le

L'articolo determinativo indica qualcosa di specifico o già noto. Deve concordare con il nome per genere, numero e spesso anche per il suono iniziale della parola seguente.

  • il libro
  • lo studente
  • l'amica
  • gli zaini

Attenzione: Usa "lo/gli" davanti a z, s + consonante, gn, ps e alcuni altri gruppi: "lo zaino", "gli studenti".

Articoli indeterminativi: un, uno, una, un’

L'articolo indeterminativo introduce una persona o una cosa non specifica. La forma cambia secondo genere e suono iniziale.

  • un libro
  • uno studente
  • una casa
  • un'amica

Genere dei nomi: maschile e femminile

Molti nomi in -o sono maschili e molti nomi in -a sono femminili, ma ci sono eccezioni. Il genere influenza articoli, aggettivi e pronomi.

  • il ragazzo / la ragazza
  • il problema
  • la mano

Numero dei nomi: singolare e plurale

Il plurale cambia spesso la vocale finale: -o diventa -i, -a diventa -e o -i, -e diventa -i. Alcuni nomi sono invariabili.

  • libro / libri
  • casa / case
  • studente / studenti
  • città / città

Concordanza tra nome, articolo e aggettivo

In italiano articolo, nome e aggettivo devono concordare in genere e numero. La concordanza rende la frase chiara e naturale.

  • un ragazzo simpatico
  • una ragazza simpatica
  • le case nuove

Attenzione: Non lasciare l'aggettivo invariato: "la macchina rosso" è sbagliato; si dice "la macchina rossa".

Aggettivi qualificativi e posizione di base

L'aggettivo descrive una qualità del nome. Di solito segue il nome, ma alcuni aggettivi comuni possono precederlo e cambiare sfumatura.

  • una macchina nuova
  • un buon amico
  • una grande casa / una casa grande

Aggettivi possessivi: mio, tuo, suo, nostro

I possessivi indicano appartenenza o relazione e concordano con la cosa posseduta, non con il possessore. In genere sono accompagnati dall'articolo.

  • il mio libro
  • la sua macchina
  • i nostri amici

Attenzione: Con molti nomi di famiglia al singolare si omette l'articolo: "mia madre", "tuo fratello"; ma "la mia amica". Con loro, invece, l'articolo di solito resta: "la loro madre".

Aggettivi dimostrativi: questo, quello

Questo indica qualcosa vicino a chi parla; quello indica qualcosa più lontano o già menzionato. Entrambi concordano con il nome.

  • questo libro
  • questa penna
  • quegli studenti
  • quelle case

C’è / ci sono

C'è e ci sono indicano l'esistenza o la presenza di qualcosa. C'è si usa con il singolare, ci sono con il plurale.

  • C'è un problema.
  • Ci sono tre studenti in classe.
  • Non c'è tempo.

Preposizioni semplici: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra

Le preposizioni collegano parole e indicano possesso, luogo, direzione, origine, mezzo, causa o tempo. Molti usi si imparano come espressioni fisse.

  • vado a Roma
  • vengo da Napoli
  • un libro di storia

Preposizioni articolate

Molte preposizioni si combinano con gli articoli determinativi: di + il = del, a + la = alla, in + i = nei. Sono obbligatorie in molti contesti.

  • vado al cinema
  • il libro della professoressa
  • abito nel centro storico

Attenzione: Non separare sempre preposizione e articolo: normalmente si dice "al parco", non "a il parco".

Preposizioni di luogo e di tempo

Le preposizioni di luogo indicano dove si trova o va qualcuno; quelle di tempo indicano quando o per quanto tempo. A, in, da e per sono molto frequenti ma non sempre traducibili parola per parola.

  • Sono a casa.
  • Vado in Italia.
  • Studio da due ore.
  • Parto per Roma.

Numeri, date e ore

Numeri, date e ore sono essenziali per presentarsi, fare acquisti e prendere appuntamenti. Per l'ora si usa è con l'una e sono con le altre ore.

  • Ho venticinque anni.
  • Oggi è il 3 maggio.
  • Sono le otto e mezza.

Attenzione: Per l'una si dice "È l'una"; per le altre ore: "Sono le due", "Sono le nove".

Molto, poco, tanto, troppo, abbastanza

Queste parole indicano quantità o intensità. Possono funzionare come aggettivi, pronomi o avverbi. Molto, poco, tanto e troppo concordano quando accompagnano un nome; abbastanza resta invariabile.

  • Ho molto tempo.
  • Ci sono poche persone.
  • Parli abbastanza bene.

Presente progressivo: stare + gerundio al livello base

La costruzione stare + gerundio descrive un'azione in corso proprio adesso o in un periodo vicino al presente. Non sostituisce sempre il presente semplice.

  • Sto studiando.
  • Stiamo mangiando.
  • Che cosa stai facendo?

Futuro con il presente in contesti semplici

In italiano il presente può riferirsi al futuro quando il contesto temporale è chiaro, soprattutto per programmi, appuntamenti e intenzioni vicine.

  • Domani parto per Firenze.
  • Stasera vedo Marco.
  • La lezione comincia alle nove.

Vorrei / mi piacerebbe per richieste cortesi

Vorrei e mi piacerebbe rendono una richiesta o un desiderio più cortese. Sono molto utili in bar, negozi, email e conversazioni formali.

  • Vorrei un caffè, per favore.
  • Mi piacerebbe visitare Venezia.
  • Vorrei parlare con il direttore.

Imperativo informale in usi frequenti

L'imperativo dà ordini, istruzioni, inviti o consigli. Al livello base si usano soprattutto le forme informali con tu e voi.

  • Ascolta!
  • Prendi l'autobus.
  • Venite qui!
  • Non parlare.

Passato prossimo con avere

Il passato prossimo esprime azioni concluse nel passato. Molti verbi transitivi e alcuni intransitivi usano avere + participio passato.

  • Ho mangiato una pizza.
  • Abbiamo visto un film.
  • Hai finito il lavoro?

Passato prossimo con essere

Molti verbi come andare, arrivare, partire, entrare, uscire, tornare e venire, molti verbi di cambiamento di stato e i verbi riflessivi usano essere come ausiliare. Con essere, il participio concorda con il soggetto.

  • Sono andato a Roma.
  • Maria è arrivata tardi.
  • Ci siamo svegliati presto.

Attenzione: Non tutti i verbi di movimento usano essere: per esempio, spesso si dice "ho camminato", "ho viaggiato". Con essere il participio cambia: "Luca è andato", "Maria è andata", "loro sono andati/andate".

Participio passato regolare e irregolare

I participi regolari finiscono spesso in -ato, -uto, -ito. Molti verbi frequenti hanno participi irregolari e vanno memorizzati.

  • parlare → parlato
  • credere → creduto
  • aprire → aperto
  • fare → fatto

Connettivi semplici: e, ma, o, perché, quindi

I connettivi collegano frasi e idee. E aggiunge, ma contrasta, o offre alternative, perché dà una causa, quindi mostra una conseguenza.

  • Studio italiano e spagnolo.
  • Sono stanco, ma continuo.
  • Piove, quindi resto a casa.

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