Pronomi personali soggetto: io, tu, lui, lei, noi, voi, loro
I pronomi personali soggetto indicano chi compie l'azione. In italiano la desinenza del verbo mostra già la persona, quindi il pronome si usa soprattutto per chiarezza, contrasto o enfasi.
- Io sono Luca.
- Tu parli italiano?
- Noi abitiamo a Milano.
Attenzione: Non tradurre sempre il soggetto dall'inglese: spesso basta dire "Sono stanco", non "Io sono stanco".
Il verbo essere al presente
Essere è uno dei verbi più importanti: esprime identità, qualità, stato, nazionalità, professione e posizione. Le forme sono: sono, sei, è, siamo, siete, sono.
- Sono italiano.
- Maria è a casa.
- Siamo pronti.
Il verbo avere al presente
Avere indica possesso, relazioni, età e molte sensazioni fisiche o espressioni fisse. Le forme sono: ho, hai, ha, abbiamo, avete, hanno.
- Ho una macchina.
- Hai fame?
- Mio fratello ha vent'anni.
Attenzione: In italiano l'età si esprime con avere: "Ho trent'anni", non "Sono trent'anni".
Verbi regolari in -are, -ere, -ire al presente
I verbi regolari seguono modelli prevedibili. Togli l'infinito -are, -ere o -ire e aggiungi la desinenza adatta alla persona.
- parlare: io parlo, tu parli, lui parla
- prendere: io prendo, noi prendiamo
- dormire: loro dormono.
Verbi irregolari frequenti: andare, fare, venire, potere, volere, dovere
Alcuni verbi molto comuni cambiano radice o desinenze al presente. Vanno imparati presto perché servono in quasi ogni conversazione.
- Vado al lavoro.
- Facciamo una pausa.
- Puoi aiutarmi?
Frase affermativa semplice
La frase affermativa di base segue spesso l'ordine soggetto + verbo + complemento, ma l'italiano è più flessibile dell'inglese perché il verbo porta molte informazioni.
- Marco studia italiano.
- Bevo un caffè.
- La ragazza legge un libro.
Frase negativa con non
Per negare una frase, metti non prima del verbo coniugato. Con i tempi composti, non precede l'ausiliare.
- Non capisco.
- Laura non lavora oggi.
- Non ho visto il film.
Attenzione: Non mettere "non" dopo il verbo: si dice "Non parlo", non "Parlo non".
Domande con intonazione e parole interrogative
Molte domande sì/no hanno la stessa forma della frase affermativa: cambia soprattutto l'intonazione. Le domande con parola interrogativa iniziano spesso con chi, dove, quando, come, perché o quanto.
- Sei pronto?
- Abiti qui?
- Dove lavori?
Interrogativi: chi, che cosa, dove, quando, come, perché, quanto
Gli interrogativi servono per chiedere persone, cose, luogo, tempo, modo, motivo e quantità. Alcuni cambiano forma in base al nome che accompagnano.
- Chi è?
- Che cosa vuoi?
- Quanti anni hai?
Articoli determinativi: il, lo, la, l’, i, gli, le
L'articolo determinativo indica qualcosa di specifico o già noto. Deve concordare con il nome per genere, numero e spesso anche per il suono iniziale della parola seguente.
- il libro
- lo studente
- l'amica
- gli zaini
Attenzione: Usa "lo/gli" davanti a z, s + consonante, gn, ps e alcuni altri gruppi: "lo zaino", "gli studenti".
Articoli indeterminativi: un, uno, una, un’
L'articolo indeterminativo introduce una persona o una cosa non specifica. La forma cambia secondo genere e suono iniziale.
- un libro
- uno studente
- una casa
- un'amica
Genere dei nomi: maschile e femminile
Molti nomi in -o sono maschili e molti nomi in -a sono femminili, ma ci sono eccezioni. Il genere influenza articoli, aggettivi e pronomi.
- il ragazzo / la ragazza
- il problema
- la mano
Numero dei nomi: singolare e plurale
Il plurale cambia spesso la vocale finale: -o diventa -i, -a diventa -e o -i, -e diventa -i. Alcuni nomi sono invariabili.
- libro / libri
- casa / case
- studente / studenti
- città / città
Concordanza tra nome, articolo e aggettivo
In italiano articolo, nome e aggettivo devono concordare in genere e numero. La concordanza rende la frase chiara e naturale.
- un ragazzo simpatico
- una ragazza simpatica
- le case nuove
Attenzione: Non lasciare l'aggettivo invariato: "la macchina rosso" è sbagliato; si dice "la macchina rossa".
Aggettivi qualificativi e posizione di base
L'aggettivo descrive una qualità del nome. Di solito segue il nome, ma alcuni aggettivi comuni possono precederlo e cambiare sfumatura.
- una macchina nuova
- un buon amico
- una grande casa / una casa grande
Aggettivi possessivi: mio, tuo, suo, nostro
I possessivi indicano appartenenza o relazione e concordano con la cosa posseduta, non con il possessore. In genere sono accompagnati dall'articolo.
- il mio libro
- la sua macchina
- i nostri amici
Attenzione: Con molti nomi di famiglia al singolare si omette l'articolo: "mia madre", "tuo fratello"; ma "la mia amica". Con loro, invece, l'articolo di solito resta: "la loro madre".
Aggettivi dimostrativi: questo, quello
Questo indica qualcosa vicino a chi parla; quello indica qualcosa più lontano o già menzionato. Entrambi concordano con il nome.
- questo libro
- questa penna
- quegli studenti
- quelle case
C’è / ci sono
C'è e ci sono indicano l'esistenza o la presenza di qualcosa. C'è si usa con il singolare, ci sono con il plurale.
- C'è un problema.
- Ci sono tre studenti in classe.
- Non c'è tempo.
Preposizioni semplici: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra
Le preposizioni collegano parole e indicano possesso, luogo, direzione, origine, mezzo, causa o tempo. Molti usi si imparano come espressioni fisse.
- vado a Roma
- vengo da Napoli
- un libro di storia
Preposizioni articolate
Molte preposizioni si combinano con gli articoli determinativi: di + il = del, a + la = alla, in + i = nei. Sono obbligatorie in molti contesti.
- vado al cinema
- il libro della professoressa
- abito nel centro storico
Attenzione: Non separare sempre preposizione e articolo: normalmente si dice "al parco", non "a il parco".
Preposizioni di luogo e di tempo
Le preposizioni di luogo indicano dove si trova o va qualcuno; quelle di tempo indicano quando o per quanto tempo. A, in, da e per sono molto frequenti ma non sempre traducibili parola per parola.
- Sono a casa.
- Vado in Italia.
- Studio da due ore.
- Parto per Roma.
Numeri, date e ore
Numeri, date e ore sono essenziali per presentarsi, fare acquisti e prendere appuntamenti. Per l'ora si usa è con l'una e sono con le altre ore.
- Ho venticinque anni.
- Oggi è il 3 maggio.
- Sono le otto e mezza.
Attenzione: Per l'una si dice "È l'una"; per le altre ore: "Sono le due", "Sono le nove".
Molto, poco, tanto, troppo, abbastanza
Queste parole indicano quantità o intensità. Possono funzionare come aggettivi, pronomi o avverbi. Molto, poco, tanto e troppo concordano quando accompagnano un nome; abbastanza resta invariabile.
- Ho molto tempo.
- Ci sono poche persone.
- Parli abbastanza bene.
Presente progressivo: stare + gerundio al livello base
La costruzione stare + gerundio descrive un'azione in corso proprio adesso o in un periodo vicino al presente. Non sostituisce sempre il presente semplice.
- Sto studiando.
- Stiamo mangiando.
- Che cosa stai facendo?
Futuro con il presente in contesti semplici
In italiano il presente può riferirsi al futuro quando il contesto temporale è chiaro, soprattutto per programmi, appuntamenti e intenzioni vicine.
- Domani parto per Firenze.
- Stasera vedo Marco.
- La lezione comincia alle nove.
Vorrei / mi piacerebbe per richieste cortesi
Vorrei e mi piacerebbe rendono una richiesta o un desiderio più cortese. Sono molto utili in bar, negozi, email e conversazioni formali.
- Vorrei un caffè, per favore.
- Mi piacerebbe visitare Venezia.
- Vorrei parlare con il direttore.
Imperativo informale in usi frequenti
L'imperativo dà ordini, istruzioni, inviti o consigli. Al livello base si usano soprattutto le forme informali con tu e voi.
- Ascolta!
- Prendi l'autobus.
- Venite qui!
- Non parlare.
Passato prossimo con avere
Il passato prossimo esprime azioni concluse nel passato. Molti verbi transitivi e alcuni intransitivi usano avere + participio passato.
- Ho mangiato una pizza.
- Abbiamo visto un film.
- Hai finito il lavoro?
Passato prossimo con essere
Molti verbi come andare, arrivare, partire, entrare, uscire, tornare e venire, molti verbi di cambiamento di stato e i verbi riflessivi usano essere come ausiliare. Con essere, il participio concorda con il soggetto.
- Sono andato a Roma.
- Maria è arrivata tardi.
- Ci siamo svegliati presto.
Attenzione: Non tutti i verbi di movimento usano essere: per esempio, spesso si dice "ho camminato", "ho viaggiato". Con essere il participio cambia: "Luca è andato", "Maria è andata", "loro sono andati/andate".
Participio passato regolare e irregolare
I participi regolari finiscono spesso in -ato, -uto, -ito. Molti verbi frequenti hanno participi irregolari e vanno memorizzati.
- parlare → parlato
- credere → creduto
- aprire → aperto
- fare → fatto
Connettivi semplici: e, ma, o, perché, quindi
I connettivi collegano frasi e idee. E aggiunge, ma contrasta, o offre alternative, perché dà una causa, quindi mostra una conseguenza.
- Studio italiano e spagnolo.
- Sono stanco, ma continuo.
- Piove, quindi resto a casa.