Il presente indicativo esprime azioni abituali, fatti generali, situazioni attuali e talvolta eventi futuri già programmati. A questo livello si consolidano regolari, irregolari e verbi in -isc.
Lavoro in centro.
Finisco alle sei.
Domani andiamo al mare.
Verbi riflessivi al presente e al passato prossimo
I verbi riflessivi usano un pronome riflessivo quando il soggetto compie l'azione su se stesso. Al passato prossimo usano sempre essere.
Mi alzo presto.
Ti lavi le mani?
Ci siamo divertiti molto.
Attenzione: Al passato prossimo dei riflessivi usa essere: "mi sono svegliato", non "mi ho svegliato".
Verbi modali: potere, volere, dovere, sapere
I modali si combinano con un infinito e indicano possibilità, volontà, necessità o capacità/conoscenza. Possono cambiare significato in base al contesto.
Posso entrare?
Voglio imparare l'italiano.
Devi studiare.
So cucinare.
Passato prossimo: forma e uso
Il passato prossimo si forma con avere o essere al presente + participio passato. Si usa per azioni concluse, eventi recenti o esperienze rilevanti.
Ieri ho lavorato molto.
Siamo stati a Napoli.
Hai mai mangiato il tiramisù?
Accordo del participio passato con essere
Quando l'ausiliare è essere, il participio passato concorda con il soggetto in genere e numero. Questo vale anche per molti verbi riflessivi.
Marco è partito.
Giulia è partita.
Le ragazze sono uscite.
Imperfetto: descrizione, abitudini e contesto
L'imperfetto descrive situazioni, abitudini passate, stati fisici o mentali e lo sfondo di una storia. Non presenta l'azione come un evento puntuale concluso.
Da bambino giocavo in giardino.
Faceva freddo.
Ero stanco e avevo fame.
Passato prossimo vs imperfetto
Il passato prossimo racconta eventi conclusi; l'imperfetto descrive contesto, abitudini o azioni in corso nel passato. Nelle narrazioni spesso lavorano insieme.
Mentre studiavo, ha telefonato Anna.
Ieri sono andato al cinema. Quando ero piccolo, ci andavo ogni sabato.
Attenzione: Non usare l'imperfetto per ogni passato inglese: "ieri ho visto Marco" è diverso da "vedevo Marco ogni giorno".
Trapassato prossimo al livello base
Il trapassato prossimo indica un'azione avvenuta prima di un'altra azione passata. Si forma con imperfetto di avere/essere + participio passato. A questo livello è utile soprattutto riconoscerlo e usarlo in frasi semplici.
Quando sono arrivato, Marco era già partito.
Avevamo finito prima delle otto.
Futuro semplice
Il futuro semplice esprime eventi futuri, previsioni, promesse e talvolta ipotesi sul presente. Ha desinenze specifiche e alcune radici irregolari.
Domani partirò presto.
Vedremo cosa succede.
Sarà a casa adesso.
Futuro composto al livello base
Il futuro composto indica un'azione che sarà completata prima di un momento futuro. Può anche esprimere supposizione su un fatto passato. A questo livello basta riconoscerne la forma e usarlo in contesti molto chiari.
Quando arriverai, avrò già preparato la cena.
Sarà uscito da poco.
Condizionale presente di cortesia
Il condizionale presente rende richieste, desideri e consigli più gentili. È molto usato in situazioni formali e nei servizi.
Vorrei un'informazione.
Potresti aiutarmi?
Dovresti riposare.
Pronomi diretti: mi, ti, lo, la, ci, vi, li, le
I pronomi diretti sostituiscono un complemento oggetto diretto: chi? che cosa? Di solito precedono il verbo coniugato.
Vedo Marco → Lo vedo.
Compro le mele → Le compro.
Mi ascolti?
Attenzione: Lo/la/li/le sostituiscono oggetti diretti, non persone con "a": "telefono a Marco" diventa "gli telefono", non "lo telefono".
Pronomi indiretti: mi, ti, gli, le, ci, vi, loro / gli
I pronomi indiretti sostituiscono un complemento introdotto spesso da a: a me, a te, a lui, a lei. Indicano destinatario, beneficiario o persona coinvolta.
Scrivo a Maria → Le scrivo.
Telefono a Luca → Gli telefono.
Ci mandi un messaggio?
Posizione dei pronomi atoni
I pronomi atoni stanno prima del verbo coniugato, ma si attaccano all'infinito, all'imperativo affermativo e spesso al gerundio. Con i modali puoi scegliere tra due posizioni.
Lo vedo.
Voglio vederlo / Lo voglio vedere.
Guardami!
Ne e ci al livello base
Ne sostituisce quantità o espressioni con di; ci sostituisce luoghi o espressioni con a/in/su in alcuni contesti. Sono piccoli ma molto frequenti.
Vuoi del pane? Ne voglio un po'.
Vai a Roma? Ci vado domani.
Pensi a questo? Ci penso io.
Pronomi combinati al livello base
Quando un pronome indiretto e uno diretto appaiono insieme, formano combinazioni come me lo, te la, glieli, ce ne. L'indiretto di solito viene prima. A questo livello è sufficiente imparare le combinazioni più frequenti in frasi semplici.
Mi dai il libro? → Me lo dai?
Gliela mando domani.
Ce ne sono due.
Pronomi tonici
I pronomi tonici hanno più enfasi e si usano dopo preposizioni o per contrasto: me, te, lui, lei, noi, voi, loro. Non sostituiscono sempre i pronomi atoni.
Vieni con me?
Parlo di lui.
A me piace, a te no.
Comparativi: più di, meno di, più che, come / quanto
I comparativi mettono a confronto qualità o quantità. Si usa più/meno + aggettivo, e di o che a seconda della struttura; come/quanto indica uguaglianza.
Roma è più grande di Pisa.
Questo libro è meno caro di quello.
Luca è alto come Marco.
È più interessante che difficile.
Superlativi relativi e assoluti
Il superlativo relativo indica il grado massimo dentro un gruppo; quello assoluto esprime una qualità molto alta, spesso con -issimo o molto.
È il ristorante più famoso della città.
Questo esercizio è facilissimo.
Sono molto contento.
Avverbi in -mente
Molti avverbi si formano aggiungendo -mente all'aggettivo: con gli aggettivi in -o si usa la forma femminile, mentre con molti aggettivi in -e si aggiunge direttamente -mente. Descrivono il modo in cui si compie un'azione.
lento → lenta → lentamente
facile → facilmente
Parla chiaramente.
Aggettivi e pronomi indefiniti: qualche, alcuni, nessuno, tutto
Gli indefiniti indicano quantità o identità non precise. Alcuni funzionano come aggettivi davanti al nome, altri anche come pronomi.
Ho qualche domanda.
Alcuni studenti sono assenti.
Non conosco nessuno.
Tutto va bene.
Attenzione: "Qualche" vuole il singolare: "qualche libro", non "qualche libri".
Articolo partitivo: del, dello, della, dell’, dei, degli, delle
Il partitivo indica una quantità non precisata, simile a 'un po' di' o 'alcuni'. Si forma con di + articolo determinativo.
Vorrei del pane.
Compro della frutta.
Ci sono dei problemi.
Ho degli amici a Roma.
Verbi con preposizioni frequenti
Molti verbi italiani richiedono una preposizione specifica prima di un nome o di un infinito. È utile impararli come blocchi, non parola per parola.
pensare a qualcuno
cercare di capire
iniziare a studiare
parlare di politica
Espressioni con fare, dare, prendere, avere
Fare, dare, prendere e avere entrano in molte espressioni idiomatiche. Spesso il significato dell'intera espressione non coincide con il verbo isolato.
fare una domanda
dare una mano
prendere una decisione
avere paura
Frasi relative con che e cui al livello base
Le frasi relative aggiungono informazioni su un nome. Che può riferirsi a persone o cose come soggetto o oggetto; cui si usa spesso dopo preposizione.
La ragazza che parla è mia sorella.
Il libro che leggo è interessante.
La persona di cui parlo è qui.
Frasi temporali con quando, prima di, dopo
Le frasi temporali indicano il momento o l'ordine degli eventi. Quando introduce una frase con verbo coniugato; prima di e dopo possono reggere un infinito o un nome.
Quando arrivo, ti chiamo.
Prima di uscire, chiudi la porta.
Dopo cena guardiamo un film.
Frasi causali con perché, siccome
Le frasi causali spiegano il motivo di un'azione o situazione. Perché può stare dopo la frase principale; siccome spesso apre la frase e prepara la conseguenza.
Resto a casa perché sono stanco.
Siccome piove, prendiamo l'autobus.
Frasi finali con per + infinito
Per + infinito esprime lo scopo quando il soggetto della frase principale e dell'infinito è lo stesso o quando il contesto è chiaro.
Studio per imparare.
Sono venuto per aiutarti.
Uso il dizionario per capire meglio.
Imperativo affermativo e negativo
L'imperativo affermativo dà istruzioni dirette; quello negativo vieta o sconsiglia. Con tu, il negativo usa non + infinito.
Parla più piano.
Non fumare qui.
Prendete posto.
Non uscite!
Piacere e verbi simili
Con piacere, la cosa che piace è il soggetto grammaticale; la persona usa un pronome indiretto. Funzionano in modo simile mancare, servire, interessare e sembrare.
Mi piace il caffè.
Mi piacciono i film italiani.
Ti serve una penna?
Attenzione: Il verbo concorda con la cosa: "Mi piace la musica" ma "Mi piacciono le canzoni".