Il passato remoto indica eventi conclusi e lontani o percepiti come chiusi, ed è molto presente nella narrativa e nella lingua scritta. In molte regioni si usa meno nel parlato quotidiano.
Dante nacque a Firenze.
Il re entrò nella sala.
Nel 1861 l'Italia diventò un regno.
Trapassato prossimo
Il trapassato prossimo colloca un evento prima di un altro evento passato. È fondamentale per raccontare con precisione la sequenza degli avvenimenti.
Avevo già mangiato quando sei arrivato.
Non conoscevo il film perché non l'avevo visto.
Futuro semplice e futuro anteriore
Il futuro semplice guarda avanti o formula ipotesi sul presente; il futuro anteriore indica un'azione completata prima di un momento futuro o una supposizione sul passato.
Partiremo domani.
A quest'ora sarà già a casa.
Quando arriverai, avrò finito.
Condizionale presente e passato
Il condizionale presente esprime desideri, consigli, possibilità e cortesia. Il condizionale passato esprime desideri non realizzati, futuro nel passato o notizie non confermate.
Vorrei cambiare lavoro.
Dovresti parlare con lei.
Sarei venuto, ma ero malato.
Congiuntivo presente: forma e usi principali
Il congiuntivo presente si usa spesso nelle subordinate dopo espressioni di opinione, dubbio, desiderio, necessità o emozione. Segnala che il contenuto non è presentato come semplice fatto certo.
Penso che lui sia sincero.
Voglio che tu venga.
È importante che tutti capiscano.
Congiuntivo passato
Il congiuntivo passato si forma con il congiuntivo presente di avere o essere + participio passato. Si usa per azioni anteriori rispetto alla frase principale.
Credo che sia partito.
Mi dispiace che tu abbia aspettato.
È possibile che abbiano dimenticato.
Indicativo vs congiuntivo
L'indicativo presenta un fatto come reale o certo; il congiuntivo appare spesso quando la frase esprime opinione, dubbio, desiderio, giudizio o possibilità. La scelta dipende anche dal verbo e dal registro.
So che è vero.
Penso che sia vero.
È chiaro che ha ragione / È possibile che abbia ragione.
Attenzione: Dopo "so che" normalmente si usa l'indicativo; dopo "penso che" spesso il congiuntivo.
Congiuntivo dopo verbi di opinione, desiderio, dubbio, emozione
Molti verbi e locuzioni introducono il congiuntivo quando esprimono una valutazione soggettiva: credere, pensare, sperare, dubitare, volere, temere, essere felice che.
Spero che tu stia bene.
Dubito che funzioni.
Sono contento che siate qui.
Imperativo con pronomi
Con l'imperativo affermativo i pronomi si attaccano alla fine del verbo; con l'imperativo negativo possono stare prima o dopo, a seconda della forma e del registro.
Dimmi la verità.
Prendilo!
Non lo fare / Non farlo.
Forma passiva con essere e venire
La passiva sposta l'attenzione dall'agente all'oggetto dell'azione. Si forma con essere + participio; venire + participio è comune per indicare un'azione passiva dinamica.
La porta è stata chiusa.
Il documento viene firmato dal direttore.
La legge fu approvata.
Si passivante
Il si passivante rende passiva una frase con un oggetto, soprattutto in annunci, istruzioni e descrizioni generali. Il verbo concorda con il nome che segue.
Si vendono biglietti.
Qui si parla italiano.
Si affittano camere.
Attenzione: Con il plurale il verbo va al plurale: "Si vendono case", non "Si vende case".
Si impersonale
Il si impersonale indica un soggetto generico, simile a 'la gente', 'uno', 'si'. È utile per regole, abitudini e affermazioni generali.
In Italia si mangia tardi.
Si deve studiare con costanza.
Quando si è stanchi, si sbaglia di più.
Discorso diretto e indiretto
Il discorso diretto riporta le parole esatte; il discorso indiretto le integra in una nuova frase. Cambiano spesso pronomi, tempi verbali, avverbi di tempo e luogo.
Dice: «Sono stanco». → Dice che è stanco.
Ha detto: «Parto domani». → Ha detto che partiva il giorno dopo.
Concordanza dei tempi nel discorso indiretto
Quando il verbo introduttivo è al passato, i tempi della subordinata possono spostarsi per mantenere il rapporto temporale corretto. Non è solo una traduzione meccanica.
Ha detto che era stanco.
Pensavo che avesse già finito.
Mi disse che sarebbe arrivato tardi.
Domande indirette
Le domande indirette dipendono da verbi o espressioni come chiedere, sapere, domandarsi, non capire. Hanno forma subordinata e non sempre mantengono l'ordine della domanda diretta.
Sai dove abita?
Mi chiedo se verrà.
Non capisco perché sia arrabbiato.
Periodo ipotetico della realtà e possibilità
Il periodo ipotetico collega una condizione e una conseguenza. Per situazioni reali o possibili si usano spesso indicativo presente/futuro o futuro/futuro.
Se piove, resto a casa.
Se hai tempo, chiamami.
Se studi, passerai l'esame.
Se avrò tempo, ti chiamerò.
Periodo ipotetico dell’irrealtà al livello base
Per situazioni immaginarie o poco probabili si usa spesso se + congiuntivo imperfetto e condizionale presente. Per ipotesi non realizzate nel passato si usa se + congiuntivo trapassato e condizionale passato.
Se avessi più tempo, viaggerei di più.
Se fossi ricco, comprerei una casa al mare.
Se avessi studiato, avrei superato l'esame.
Frasi relative con che, cui, il quale
Che è la forma più comune per soggetto e oggetto; cui si usa con preposizioni; il quale è più formale e permette maggiore precisione di genere e numero.
La donna che parla è la direttrice.
Il progetto a cui lavoro è complesso.
La città nella quale vivo è piccola.
Relativi con preposizione
Quando la relazione richiede una preposizione, questa precede cui o le forme di il quale. La scelta tra cui e il quale dipende da chiarezza, registro e stile.
La persona con cui lavoro è gentile.
Il motivo per il quale ho chiamato è semplice.
Il tema di cui parliamo è importante.
Pronomi relativi doppi: chi, quanto
Chi può significare 'la persona che' o 'quelli che'; quanto può significare 'ciò che' o 'tutto quello che'. Sono forme compatte e frequenti nello stile medio-formale.
Chi studia migliora.
Aiuto chi ha bisogno.
Farò quanto possibile.
Gerundio semplice e composto
Il gerundio semplice indica spesso modo, causa, tempo o contemporaneità; il gerundio composto indica anteriorità rispetto all'azione principale.
Camminando, parlavamo.
Essendo stanco, sono tornato a casa.
Avendo finito, uscì.
Participio presente e passato
Il participio passato forma tempi composti e passivi, ma funziona anche come aggettivo. Il participio presente è meno produttivo e spesso appare in aggettivi o nomi.
una porta chiusa
un ragazzo sorridente
i documenti firmati
Infinito presente e passato
L'infinito presente indica un'azione non temporalmente definita; l'infinito passato indica anteriorità. Entrambi possono dipendere da verbi, preposizioni o espressioni impersonali.
Voglio partire.
Dopo aver mangiato, siamo usciti.
È difficile capire tutto subito.
Costruzioni implicite con gerundio, participio e infinito
Le costruzioni implicite condensano una subordinata usando forme non finite del verbo. Sono comuni nella lingua scritta e permettono frasi più fluide e dense.
Prima di uscire, chiudi la finestra.
Finito il lavoro, siamo andati via.
Pur essendo stanco, continuò.
Pronomi combinati e posizione dei clitici
I clitici possono combinarsi e cambiare posizione in base a verbo coniugato, infinito, gerundio e imperativo. La scelta influenza naturalezza e registro.
Glielo dico domani.
Posso dirtelo / Te lo posso dire.
Portandoglielo, ho risolto il problema.
Ci e ne in usi intermedi
Ci e ne non sostituiscono solo luoghi e quantità: appaiono in espressioni idiomatiche e con verbi che richiedono certe preposizioni. Spesso sono obbligatori per una frase naturale.
Ci tengo molto.
Ne vale la pena.
Non me ne sono accorto.
Verbi pronominali: farcela, andarsene, metterci
I verbi pronominali includono uno o più pronomi che fanno parte del significato del verbo. Non sempre il senso si ricava dai singoli elementi.
Ce la faccio.
Me ne vado.
Quanto ci metti?
Comparativi e superlativi irregolari
Alcuni aggettivi e avverbi hanno forme comparative o superlative irregolari accanto a quelle regolari. Le forme irregolari sono spesso più naturali in contesti standard.
buono → migliore / ottimo
cattivo → peggiore / pessimo
grande → maggiore / massimo
Connettivi di causa, conseguenza, contrasto e scopo
A livello intermedio è importante collegare idee con precisione: poiché, perciò, quindi, tuttavia, invece, affinché, in modo che. Alcuni richiedono il congiuntivo.
Poiché pioveva, siamo rimasti a casa.
Era tardi; tuttavia, abbiamo continuato.
Ti scrivo affinché tu sappia la verità.
Nonostante, benché, sebbene, anche se
Questi connettivi introducono concessione, cioè un contrasto tra ciò che ci si aspetta e ciò che accade. Benché, sebbene e nonostante che tendono a richiedere il congiuntivo.
Benché fosse stanco, uscì.
Sebbene piova, partiamo.
Anche se è tardi, resto.
Attenzione: "Anche se" usa spesso l'indicativo per fatti reali; "benché/sebbene" richiedono normalmente il congiuntivo.
Preposizioni e locuzioni preposizionali
Oltre alle preposizioni semplici, l'italiano usa locuzioni come a causa di, grazie a, davanti a, invece di, in base a. Queste espressioni rendono più precisa la relazione tra le parti della frase.
A causa del traffico, siamo arrivati tardi.
Davanti alla scuola c'è un bar.
In base ai risultati, decideremo.
Nominalizzazione al livello intermedio
La nominalizzazione trasforma verbi o aggettivi in nomi per rendere il discorso più compatto e formale. È frequente in testi giornalistici, accademici e amministrativi.