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Italiana Grammatica per italofoni

B1 - B2 Livello Intermedio Italiana Grammatica

32 argomenti

Passato remoto in riconoscimento e uso narrativo

Il passato remoto indica eventi conclusi e lontani o percepiti come chiusi, ed è molto presente nella narrativa e nella lingua scritta. In molte regioni si usa meno nel parlato quotidiano.

  • Dante nacque a Firenze.
  • Il re entrò nella sala.
  • Nel 1861 l'Italia diventò un regno.

Trapassato prossimo

Il trapassato prossimo colloca un evento prima di un altro evento passato. È fondamentale per raccontare con precisione la sequenza degli avvenimenti.

  • Avevo già mangiato quando sei arrivato.
  • Non conoscevo il film perché non l'avevo visto.

Futuro semplice e futuro anteriore

Il futuro semplice guarda avanti o formula ipotesi sul presente; il futuro anteriore indica un'azione completata prima di un momento futuro o una supposizione sul passato.

  • Partiremo domani.
  • A quest'ora sarà già a casa.
  • Quando arriverai, avrò finito.

Condizionale presente e passato

Il condizionale presente esprime desideri, consigli, possibilità e cortesia. Il condizionale passato esprime desideri non realizzati, futuro nel passato o notizie non confermate.

  • Vorrei cambiare lavoro.
  • Dovresti parlare con lei.
  • Sarei venuto, ma ero malato.

Congiuntivo presente: forma e usi principali

Il congiuntivo presente si usa spesso nelle subordinate dopo espressioni di opinione, dubbio, desiderio, necessità o emozione. Segnala che il contenuto non è presentato come semplice fatto certo.

  • Penso che lui sia sincero.
  • Voglio che tu venga.
  • È importante che tutti capiscano.

Congiuntivo passato

Il congiuntivo passato si forma con il congiuntivo presente di avere o essere + participio passato. Si usa per azioni anteriori rispetto alla frase principale.

  • Credo che sia partito.
  • Mi dispiace che tu abbia aspettato.
  • È possibile che abbiano dimenticato.

Indicativo vs congiuntivo

L'indicativo presenta un fatto come reale o certo; il congiuntivo appare spesso quando la frase esprime opinione, dubbio, desiderio, giudizio o possibilità. La scelta dipende anche dal verbo e dal registro.

  • So che è vero.
  • Penso che sia vero.
  • È chiaro che ha ragione / È possibile che abbia ragione.

Attenzione: Dopo "so che" normalmente si usa l'indicativo; dopo "penso che" spesso il congiuntivo.

Congiuntivo dopo verbi di opinione, desiderio, dubbio, emozione

Molti verbi e locuzioni introducono il congiuntivo quando esprimono una valutazione soggettiva: credere, pensare, sperare, dubitare, volere, temere, essere felice che.

  • Spero che tu stia bene.
  • Dubito che funzioni.
  • Sono contento che siate qui.

Imperativo con pronomi

Con l'imperativo affermativo i pronomi si attaccano alla fine del verbo; con l'imperativo negativo possono stare prima o dopo, a seconda della forma e del registro.

  • Dimmi la verità.
  • Prendilo!
  • Non lo fare / Non farlo.

Forma passiva con essere e venire

La passiva sposta l'attenzione dall'agente all'oggetto dell'azione. Si forma con essere + participio; venire + participio è comune per indicare un'azione passiva dinamica.

  • La porta è stata chiusa.
  • Il documento viene firmato dal direttore.
  • La legge fu approvata.

Si passivante

Il si passivante rende passiva una frase con un oggetto, soprattutto in annunci, istruzioni e descrizioni generali. Il verbo concorda con il nome che segue.

  • Si vendono biglietti.
  • Qui si parla italiano.
  • Si affittano camere.

Attenzione: Con il plurale il verbo va al plurale: "Si vendono case", non "Si vende case".

Si impersonale

Il si impersonale indica un soggetto generico, simile a 'la gente', 'uno', 'si'. È utile per regole, abitudini e affermazioni generali.

  • In Italia si mangia tardi.
  • Si deve studiare con costanza.
  • Quando si è stanchi, si sbaglia di più.

Discorso diretto e indiretto

Il discorso diretto riporta le parole esatte; il discorso indiretto le integra in una nuova frase. Cambiano spesso pronomi, tempi verbali, avverbi di tempo e luogo.

  • Dice: «Sono stanco». → Dice che è stanco.
  • Ha detto: «Parto domani». → Ha detto che partiva il giorno dopo.

Concordanza dei tempi nel discorso indiretto

Quando il verbo introduttivo è al passato, i tempi della subordinata possono spostarsi per mantenere il rapporto temporale corretto. Non è solo una traduzione meccanica.

  • Ha detto che era stanco.
  • Pensavo che avesse già finito.
  • Mi disse che sarebbe arrivato tardi.

Domande indirette

Le domande indirette dipendono da verbi o espressioni come chiedere, sapere, domandarsi, non capire. Hanno forma subordinata e non sempre mantengono l'ordine della domanda diretta.

  • Sai dove abita?
  • Mi chiedo se verrà.
  • Non capisco perché sia arrabbiato.

Periodo ipotetico della realtà e possibilità

Il periodo ipotetico collega una condizione e una conseguenza. Per situazioni reali o possibili si usano spesso indicativo presente/futuro o futuro/futuro.

  • Se piove, resto a casa.
  • Se hai tempo, chiamami.
  • Se studi, passerai l'esame.
  • Se avrò tempo, ti chiamerò.

Periodo ipotetico dell’irrealtà al livello base

Per situazioni immaginarie o poco probabili si usa spesso se + congiuntivo imperfetto e condizionale presente. Per ipotesi non realizzate nel passato si usa se + congiuntivo trapassato e condizionale passato.

  • Se avessi più tempo, viaggerei di più.
  • Se fossi ricco, comprerei una casa al mare.
  • Se avessi studiato, avrei superato l'esame.

Frasi relative con che, cui, il quale

Che è la forma più comune per soggetto e oggetto; cui si usa con preposizioni; il quale è più formale e permette maggiore precisione di genere e numero.

  • La donna che parla è la direttrice.
  • Il progetto a cui lavoro è complesso.
  • La città nella quale vivo è piccola.

Relativi con preposizione

Quando la relazione richiede una preposizione, questa precede cui o le forme di il quale. La scelta tra cui e il quale dipende da chiarezza, registro e stile.

  • La persona con cui lavoro è gentile.
  • Il motivo per il quale ho chiamato è semplice.
  • Il tema di cui parliamo è importante.

Pronomi relativi doppi: chi, quanto

Chi può significare 'la persona che' o 'quelli che'; quanto può significare 'ciò che' o 'tutto quello che'. Sono forme compatte e frequenti nello stile medio-formale.

  • Chi studia migliora.
  • Aiuto chi ha bisogno.
  • Farò quanto possibile.

Gerundio semplice e composto

Il gerundio semplice indica spesso modo, causa, tempo o contemporaneità; il gerundio composto indica anteriorità rispetto all'azione principale.

  • Camminando, parlavamo.
  • Essendo stanco, sono tornato a casa.
  • Avendo finito, uscì.

Participio presente e passato

Il participio passato forma tempi composti e passivi, ma funziona anche come aggettivo. Il participio presente è meno produttivo e spesso appare in aggettivi o nomi.

  • una porta chiusa
  • un ragazzo sorridente
  • i documenti firmati

Infinito presente e passato

L'infinito presente indica un'azione non temporalmente definita; l'infinito passato indica anteriorità. Entrambi possono dipendere da verbi, preposizioni o espressioni impersonali.

  • Voglio partire.
  • Dopo aver mangiato, siamo usciti.
  • È difficile capire tutto subito.

Costruzioni implicite con gerundio, participio e infinito

Le costruzioni implicite condensano una subordinata usando forme non finite del verbo. Sono comuni nella lingua scritta e permettono frasi più fluide e dense.

  • Prima di uscire, chiudi la finestra.
  • Finito il lavoro, siamo andati via.
  • Pur essendo stanco, continuò.

Pronomi combinati e posizione dei clitici

I clitici possono combinarsi e cambiare posizione in base a verbo coniugato, infinito, gerundio e imperativo. La scelta influenza naturalezza e registro.

  • Glielo dico domani.
  • Posso dirtelo / Te lo posso dire.
  • Portandoglielo, ho risolto il problema.

Ci e ne in usi intermedi

Ci e ne non sostituiscono solo luoghi e quantità: appaiono in espressioni idiomatiche e con verbi che richiedono certe preposizioni. Spesso sono obbligatori per una frase naturale.

  • Ci tengo molto.
  • Ne vale la pena.
  • Non me ne sono accorto.

Verbi pronominali: farcela, andarsene, metterci

I verbi pronominali includono uno o più pronomi che fanno parte del significato del verbo. Non sempre il senso si ricava dai singoli elementi.

  • Ce la faccio.
  • Me ne vado.
  • Quanto ci metti?

Comparativi e superlativi irregolari

Alcuni aggettivi e avverbi hanno forme comparative o superlative irregolari accanto a quelle regolari. Le forme irregolari sono spesso più naturali in contesti standard.

  • buono → migliore / ottimo
  • cattivo → peggiore / pessimo
  • grande → maggiore / massimo

Connettivi di causa, conseguenza, contrasto e scopo

A livello intermedio è importante collegare idee con precisione: poiché, perciò, quindi, tuttavia, invece, affinché, in modo che. Alcuni richiedono il congiuntivo.

  • Poiché pioveva, siamo rimasti a casa.
  • Era tardi; tuttavia, abbiamo continuato.
  • Ti scrivo affinché tu sappia la verità.

Nonostante, benché, sebbene, anche se

Questi connettivi introducono concessione, cioè un contrasto tra ciò che ci si aspetta e ciò che accade. Benché, sebbene e nonostante che tendono a richiedere il congiuntivo.

  • Benché fosse stanco, uscì.
  • Sebbene piova, partiamo.
  • Anche se è tardi, resto.

Attenzione: "Anche se" usa spesso l'indicativo per fatti reali; "benché/sebbene" richiedono normalmente il congiuntivo.

Preposizioni e locuzioni preposizionali

Oltre alle preposizioni semplici, l'italiano usa locuzioni come a causa di, grazie a, davanti a, invece di, in base a. Queste espressioni rendono più precisa la relazione tra le parti della frase.

  • A causa del traffico, siamo arrivati tardi.
  • Davanti alla scuola c'è un bar.
  • In base ai risultati, decideremo.

Nominalizzazione al livello intermedio

La nominalizzazione trasforma verbi o aggettivi in nomi per rendere il discorso più compatto e formale. È frequente in testi giornalistici, accademici e amministrativi.

  • decidere → la decisione
  • crescere → la crescita
  • Il governo ha approvato la riforma.

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